La fusione di Square ed Enix, 20 anni fa

Ripercorriamo la storia di una delle fusioni più importanti della storia dei videogiochi.

La fusione di Square ed Enix, 20 anni fa
Immagine: Famitsu

In questa giornata di 20 anni fa, il 26 novembre 2002, arrivò dal Giappone una notizia che sorprese investitori, azionisti, media e videogiocatori di tutto il mondo. Square ed Enix, all'epoca due delle più importanti compagnie del settore videoludico del Paese, annunciarono la loro fusione nell'azienda che oggi conosciamo come Square Enix.

La storia di Square ed Enix

Dragon Warrior, il primo grande successo di Enix.

La prima delle due compagnie a nascere fu Enix: fondata il 22 settembre 1975 come Eidansha Boshu Service Center dall'architetto Yasuhiro Fukushima, Enix pubblicava riviste che pubblicizzavano beni immobiliari in vendita.

A seguito della creazione di una filiale che si occupava proprio della gestione di immobili, Enix decise di entrare nel mondo dei videogiochi nei primi anni '80 tenendo una competizione sulla programmazione di giochi per PC. Tra i vincitori di questo contest ci furono Love Match Tennis, un gioco creato da Yuji Horii, colui che diede vita alla serie di Dragon Warrior, l'odierno Dragon Quest, e Door Door di Koichi Nakamura, il fondatore di Chunsoft.

Enix non sviluppò giochi da sé, ma decise invece di pubblicare progetti realizzati da studi di terza parte su sua commissione. Dopo il successo di alcuni titoli rilasciati su piattaforme giapponesi, nel 1986 Enix pubblicò il primo gioco di Dragon Warrior, realizzato da Chunsoft. Il successo di Dragon Warrior fu chiaro ad Enix che stimò vendite per 1 milione e mezzo di copie, un numero notevole per quei tempi. Questo convinse Yuji Horii e il suo team a sviluppare altri giochi di Dragon Warrior, arrivando nel 2000 al settimo capitolo.

Il logo di Square.

Mentre Enix era impegnata a cercare di capire quali videogiochi avrebbero potuto essere popolari in Giappone, nel settembre del 1983 nacque Square, una filiale dedicata allo sviluppo di software di Den-Yu-Sha, un'azienda del settore energetico giapponese. Tre anni dopo, nel 1986, Square divenne una compagnia a sé stante guidata da Masafumi Miyamoto, figlio di Kuniichi Miyamoto, capo di Den-Yu-Sha. Tra le prime persone assunte da Miyamoto per Square ci furono Hironobu Sakaguchi, il creatore di Final Fantasy, Hiromichi Tanaka e Hisashi Suzuki, che sarebbe successivamente diventato l'amministratore delegato della compagnia.

Il primo gioco di Square fu un adattamento dello show televisivo Torin-ingen. Square non aveva la licenza per realizzarlo, e si trovò costretta a cancellarlo dopo pochi mesi. Fu The Death Trap per NEC PC-8801 il primo vero progetto di Square a sbarcare sul mercato nel 1984 con un sequel uscito un anno dopo, nel 1985. Nello stesso anno Square riuscì a firmare un contratto con Nintendo per lo sviluppo di giochi per il Famicom, tra cui King's Knight.

In quel periodo Sakaguchi pensò di creare un RPG, anche dopo aver notato il successo che ebbe Dragon Warrior di Enix, al tempo concorrente di Square. Miyamoto, pur non essendo del tutto sicuro della proposta, diede il via libera a Sakaguchi, che si mise subito al lavoro assieme ad un team di quattro persone, tra cui il compositore Nobuo Uematsu. Final Fantasy fu un successo commerciale, vendendo oltre 400.000 copie.

Un estratto del gameplay di Final Fantasy.

L'ottimo risultato del progetto della squadra di Sakaguchi convinse Square a rendere Final Fantasy uno dei tanti futuri franchise della società. Da Square arrivarono negli anni successivi SaGa, Chrono Trigger, Front Mission e Parasite Eve, tutte serie che hanno lasciato il segno nel settore alla fine del ventesimo secolo.

Sebbene inizialmente Square lavorasse per Nintendo, nel 1996 fu annunciata una partnership con PlayStation, piattaforma su cui sarebbero usciti giochi come Final Fantasy 7, Final Fantasy 8 e un altro dei suoi iconici brand, Kingdom Hearts.

L'inizio del nuovo millennio

I primi anni del ventunesimo secolo furono tutt'altro che facili per Square ed Enix, compagnie quotate in borsa che avevano il compito di soddisfare i loro azionisti, pena la perdita di capitale. Entrambe le aziende, infatti, videro importanti cali di fatturato legati al rinvio di alcuni dei loro nuovi prodotti più attesi. Dragon Quest 7 di Enix uscì nel 2000 nonostante fosse previsto per il 1999, con un conseguente crollo del valore delle azioni del 40%, mentre il posticipo di Dragon Quest Monsters 2 ebbe un enorme impatto sui risultati finanziari di inizio 2001 della società.

Final Fantasy: The Spirits Within, il film che mise in crisi Square.

Fu forse Square la compagnia tra le due a soffrire di più. Nel 2001 uscì nei cinema giapponesi Final Fantasy: The Spirits Within, un film animato che fu tutt'altro che un successo con solo 85 milioni di dollari di incassi al botteghino. Il fallimento di Final Fantasy: The Spirits Within e la chiusura di Square Pictures furono poi seguiti da un rinvio di Final Fantasy 10, che portò Square ad andare in perdita per la prima volta. Alcuni dipendenti dell'azienda decisero di rassegnare le loro dimissioni, e a dare una mano a Square ci pensò niente di meno che Sony.

Square decise di vendere alla proprietaria di PlayStation una quota del 19% della società, tornando, allo stesso tempo, a sviluppare giochi esclusivi per le sue console. Fortunatamente per Square, però, Final Fantasy 10, il suo sequel, Final Fantasy 10-2, e Kingdom Hearts andarono molto bene in tutto il mondo, con la compagnia che riuscì a risollevarsi. Questi erano i fatti di cui erano tutti pubblicamente a conoscenza, ma intanto, dietro le quinte e con il massimo riserbo, stava accadendo qualcosa: nell'anno 2000 Square ed Enix iniziarono a parlare di una possibile fusione.

Nasce Square Enix

Le discussioni sembravano procedere relativamente bene, ma l'importante perdita economica di Square a seguito dell'uscita di Final Fantasy: The Spirits Within aveva portato Enix a fermare temporaneamente le trattative. Per qualche tempo, dunque, ci fu molta indecisione nell'aria, con Enix che si chiedeva se fosse vantaggioso unirsi a Square.

Questo periodo di timore per il possibile fallimento delle contrattazioni ebbe vita breve. Final Fantasy 10, uscito nel 2001, e Kingdom Hearts, arrivato nel marzo 2002, riportarono a galla le finanze di Square in un anno, con Enix che prese una decisione definitiva. La fusione con Square si doveva fare.

L'informazione iniziò a trapelare tra gli addetti del settore giapponesi, che non diffusero la notizia prima di quando Square ed Enix avrebbero deciso di darla in quanto, come racconta Famitsu, si sapeva che ci sarebbe stata una conferenza stampa molto presto.

La conferenza stampa di Square ed Enix. Immagine: Famitsu.

Martedì 26 novembre 2002 sembrava essere una giornata qualsiasi per l'industria, ma la pausa pranzo riservò una sorpresa al team editoriale di Famitsu, tra i primi media a diffondere l'annuncio. "Square ed Enix sono pronte a fondersi, ci sarà una conferenza stampa nel primo pomeriggio": fu questa la frase che anticipò uno dei momenti più importanti della storia moderna dei videogiochi.

Proprio qualche ora dopo, di fronte a giornalisti e TV locali, Square ed Enix annunciarono di aver stretto un accordo per diventare un'unica compagnia che avrebbe preso il nome di Square Enix. Fu Enix a restare in piedi, con Square che dissolse i suoi dipartimenti e le sue risorse nella nuova società. Circa l'80% del personale di Square passò a Square Enix secondo i report dell'epoca.

Il valore della fusione tra Square ed Enix si aggirava attorno ai 93.2 miliardi di yen, poco più di 760 milioni di euro. Yasuhiro Fukushima, il presidente di Enix, sarebbe diventato il responsabile di Square Enix, mentre Wada Youchi di Square avrebbe assunto il ruolo di presidente. Gli azionisti di Enix, a seguito della fusione, ottennero il 55% delle azioni della nuova società.

Tra le ragioni che portarono Square ed Enix a fondersi ci fu "la volontà di combattere la minaccia dei costi di sviluppo sempre più alti e la competizione degli sviluppatori esteri", oltre che potenziare il potere di sviluppo e i guadagni. Square Enix mantenne le relazioni che Square ed Enix avevano con studi come tri-Ace e Chunsoft, compagnia che in futuro sarebbe stata protagonista di un'altra fusione.

Square Enix logo black

"Questa è una fusione aggressiva", commentò Wada. "La decisione della fusione è stata presa per soddisfare ulteriormente i giocatori e per sopravvivere. Enix è un'azienda eccellente. Anche Square si è ripresa completamente, il che significa che questa fusione avviene in un momento in cui entrambe le società sono al massimo della loro potenza".

"Inoltre, entrambe le compagnie sono il complemento ideale l'una dell'altra. Possiamo avere grandi titoli come Dragon Quest e Final Fantasy, ma i loro stili sono diversi e sono visti in modo diverso dagli utenti. Le nostre aziende si integrano a vicenda nello sviluppo all'estero e nella realizzazione delle nostre diverse strategie Online. Sfruttando al meglio questo rapporto di complementarietà, vorremmo sviluppare nuovi contenuti digitali", proseguì Wada.

Anche Honda intervenne durante la conferenza stampa, dichiarando: "Dato che l'industria dei videogiochi sta vivendo grandi cambiamenti, vorremmo unire i talenti di Square nello sviluppo e le risorse esterne di Enix per realizzare giochi che catturino i giocatori di tutto il mondo. Già da tempo io e Wada stavamo considerando l'idea che se le nostre due aziende avessero lavorato insieme, saremmo stati in grado di produrre qualcosa di molto interessante. Mi piacerebbe creare giochi che le persone ritengano fuori dal mondo".

È impossibile immaginare che cosa sarebbe potuto succedere se Square ed Enix avessero deciso di non unire le forze, ma quel che è certo è che l'annuncio di 20 anni fa ha dato all'industria quella che ora è una delle compagnie di videogiochi più potenti e importanti non solo del Giappone, ma di tutto il mondo. Negli anni successivi Square Enix si è espansa in tutto il mondo arrivando a stringere collaborazioni con team occidentali per la pubblicazione dei loro titoli, continuando a far lavorare il suo staff giapponese su serie come Dragon Quest e Final Fantasy e cercando ogni tanto di provare a realizzare qualcosa di nuovo ed innovativo prendendosi dei rischi.

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