Nel suo nuovo libro “Disrupting the Game”, Reggie Fils-Aimé, ex presidente di Nintendo of America, ha ricordato il lancio del Game Boy Micro, una console che a lui non piaceva e che Nintendo si sarebbe trovata “costretta” a lanciare sul mercato.

Fils-Aimé ha rivelato di aver sentito parlare per la prima volta del Game Boy Micro quando lo sviluppo era già molto avanti. In quel periodo Nintendo si era concentrata sul successore del Game Boy Advance, il Nintendo DS, ma questo non l’ha fermata dal provare a realizzare una versione minuscola della prima.

“Dal mio punto di vista il concetto del Game Boy Micro era un fallimento”, ha scritto Fils-Aimé (via VGC). “Il dispositivo era eccezionalmente piccolo: non solo i pulsanti di controllo erano difficili da utilizzare per qualsiasi adulto, ma anche lo schermo era minuscolo. Questo andava contro le attuali tendenze dell’elettronica di consumo di rendere gli schermi più grandi.”

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“Ma lo sviluppo di questo hardware continuò, e ora eravamo costretti a lanciarlo. Avremmo dovuto parlarne molto tempo fa’, dissi a [i colleghi di Nintendo of America] Don James e Mike Fukuda. Avremmo dovuto essere tutti d’accordo che questo prodotto sarebbe stato una distrazione per noi nel nostro mercato, e di non lanciarlo qui o farlo terminare come progetto a livello globale. Lavorando insieme avremmo potuto avere un risultato diverso”.

“Il mio punto non era quello di rimproverarli – all’epoca eravamo pari”, ha continuato. “Era per dire che stavamo operando separatamente e questo ci rendeva inefficaci nella gestione dei progetti provenienti da NCL [Nintendo Japan]”.

Da questo evento Fils-Aimé ha compreso che la dirigenza di Nintendo of America necessitava di una miglior relazione con Nintendo Giappone, oltre che di una migliore condivisone di informazioni.