Sappiamo che a Sony non è mai andato troppo giù il crossplay: per anni non è stato disponibile sulle sue piattaforme, a differenza di console rivali, ma dei documenti riservati ed e-mail (via The Verge) svelano che la compagnia giapponese era davvero contraria a questo sistema.

Nel 2018, Sony decise di bloccare il crossplay di Fortnite, facendo infuriare la community. Secondo dei documenti riservati per la causa di Epic Games vs. Apple, Epic Games aveva supplicato l’azienda di abilitare il crossplay. “Non riesco a pensare a uno scenario in cui Epic non ottiene ciò che vogliamo – quella possibilità è uscita dalla porta quando Fortnite è diventato il più grande gioco su PlayStation”, ha detto Joe Kreiner, vicepresidente di Epic per lo sviluppo del business.

Kreiner propose perfino “di annunciare il crossplay in collaborazione con Sony. Epic farebbe di tutto per far sembrare Sony degli eroi”. Epic si sarebbe anche offerta di segnare la sua presenza all’E3 con PlayStation, o di aggiungere personaggi unici nel gioco, esclusivi per gli abbonati PS Plus. “Rendiamo questa una grande vittoria per tutti noi. Epic non sta cambiando idea sulla questione, quindi mettiamoci d’accordo ora”, disse Kreiner.

Ma Sony non era affatto d’accordo.

Gio Corsi, senior director delle relazioni con gli sviluppatori di Sony, respinse subito l’idea del crossplay, sottolineando che “il gioco multipiattaforma non è un gioco da ragazzi, non importa la dimensione del titolo”. “Come sapete, molte aziende stanno esplorando questa idea e nessuna può spiegare come il gioco cross-console migliori il business di PlayStation”, ha detto Corsi.

Nello stesso periodo di tempo, però, Sony avrebbe iniziato a rifletterci su, proponendo uno schema di condivisione delle entrate generate dal crossplay. Molto semplicemente, se l’85% o più delle entrate di un gioco crossplay erano generate su PlayStation, non si doveva pagare nulla in più alla compagnia. Se meno dell’85% delle entrate online era generato su PlayStation, gli sviluppatori (o publisher) avrebbero dovuto pagare una royalty extra.

Non si sa al momento se questo schema di condivisione delle entrate sia ancora (o sia mai stato) in atto, o se Epic e altre terze parti abbiano detto a Sony di cambiare idea.