Una delle notizie del mondo dei videogiochi più importanti di questa settimana è senza dubbio quella delle accuse di molestie e discriminazione verso le donne poste da un’organizzazione californiana verso Activision Blizzard.

A qualche giorno di distanza dalla pubblicazione in rete della pesante causa, alcune persone hanno scelto di dire la loro sulla questione. J. Allen Brack, presidente di Blizzard, ha detto in una email ai dipendenti che i comportamenti descritti nella causa sono inaccettabili, reiterando che qualsiasi tipo di molestia non è tollerata. Brack ha anche incoraggiato chiunque a contattarlo per eventuali problemi sul posto di lavoro.

Anche Rob Kostich, presidente di Activision, ha inviato una email in cui ha detto che le accuse sono “incredibilmente disturbanti” e che i comportamenti descritti “non riflettono i valori di Activision”.

Un altro dirigente di Activision Blizzard, Fran Townsend, Chief Compliance Officer (ex consigliere per la sicurezza interna dell’era Bush), ha inviato una mail, ma totalmente diversa. Townsend ha attaccato la causa, dicendo che “ha presentato un quadro distorto e non veritiero di [Activision Blizzard], includendo storie di fatto errate, vecchie e fuori contesto – alcune risalenti a più di dieci anni fa”.

Townsend, che lavora ad Activision solo da quattro mesi, ha parlato delle varie iniziative di diversità e inclusione e dell’impegno per la parità di trattamento dei dipendenti. “Non possiamo lasciare che le azioni egregie di altri, e una causa legale davvero meritoria e irresponsabile, danneggino la nostra cultura del rispetto e delle pari opportunità per tutti i dipendenti,” ha detto.

È intervenuto poi Mike Morhaime, ex capo di Blizzard, che ha detto di vergognarsi.

“Ho letto la denuncia completa contro Activision Blizzard e molte altre storie. È tutto molto inquietante e difficile da leggere. Mi vergogno. È come se tutto ciò che pensavo di difendere fosse stato spazzato via. Ciò che è peggio, ma ancora più importante, persone reali sono state danneggiate, e alcune donne hanno avuto esperienze terribili,” ha detto Morhaime nel suo lungo messaggio.

“Mi rendo conto che queste sono solo parole, ma volevo riconoscere le donne che hanno avuto esperienze terribili. Vi sento, vi credo, e mi dispiace molto di avervi deluso. Voglio sentire le vostre storie, se siete disposte a condividerle. Come leader del nostro settore, posso e voglio usare la mia influenza per aiutare a guidare un cambiamento positivo e per combattere la misoginia, la discriminazione e le molestie ovunque io possa. Credo che possiamo fare meglio, e credo che l’industria del gaming possa essere un luogo in cui le donne e le minoranze siano accolte, incluse, supportate, riconosciute, premiate, e infine non ostacolate dall’opportunità di dare i tipi di contributi che tutti noi ci uniamo a questa industria per fare. Voglio che il segno che lascio in questa industria sia qualcosa di cui tutti possiamo essere orgogliosi”.

Infine, ha parlato Bungie, partner di Activision Blizzard per qualche tempo grazie alla serie di Destiny.

“Bungie è costruita sulla responsabilizzazione delle nostre persone, non importa chi siano, da dove vengano o come si identifichino. Abbiamo la responsabilità di riconoscere, riflettere e fare quello che possiamo per respingere la persistente cultura di molestie, abusi e disuguaglianze che esiste nella nostra industria.

È nostra responsabilità assicurarci che questo tipo di comportamento non sia tollerato in Bungie a nessun livello, e che non lo scusiamo o lo nascondiamo sotto il tappeto. Sebbene i resoconti nelle notizie di questa settimana siano difficili da leggere, speriamo che portino alla giustizia, alla consapevolezza e alla responsabilità.

Abbiamo una politica di tolleranza zero in Bungie per gli ambienti che supportano questa cultura tossica, e siamo impegnati a sradicarli per difendere coloro che sono a rischio. Donne, POC e comunità sottorappresentate non hanno nulla da guadagnare nel rivivere il loro trauma. Noi le crediamo quando si fanno avanti con segnalazioni di abusi o molestie.

Non pretendiamo che Bungie sia perfetta e che nessuno abbia subito molestie mentre lavorava qui, ma non le tollereremo e le affronteremo di petto. E continueremo a lavorare ogni giorno per essere migliori. Il nostro obiettivo è quello di continuare a migliorare l’esperienza per tutti coloro che lavorano in Bungie e fare la nostra parte per rendere l’industria del gaming nel suo complesso più accogliente e inclusiva.”