Nel 2007, Rockstar Games annunciò Agent, un’esclusiva PlayStation 3 che avrebbe portato i giocatori in un viaggio nel mondo del controspionaggio, dello spionaggio e degli assassini politici durante il culmine della Guerra Fredda alla fine degli anni ’70. Questo titolo non ha mai visto la luce, e in una nuova intervista a Game Informer, degli ex sviluppatori svelano una delle cause.

Luis Gigliotti, project leader di Agent, ha rivelato che Agent doveva essere ambientato in diverse città di tutto il mondo, tra cui Washington e il Cairo, ma c’era un problema: era necessario andare nella città egiziana per avere un’immagine ben chiara del panorama, degli edifici e del resto per poter creare texture e asset simili. Quello che, a quanto pare, i membri della divisione artistica di Rockstar non sapevano, probabilmente, è che alcune zone ed edifici del Paese non possono essere assolutamente fotografate, e nemmeno registrate con un video.

A quel punto, gli sviluppatori sono stati fermati dalla polizia locale e sono stati costretti a rimanere nelle loro camere d’hotel per diverso tempo. Dopo aver contattato l’Ambasciata Americana sono corsi all’aeroporto per tornare a casa, ma lì vennero bloccati nuovamente per presunto possesso di materiale vietato ai minori (illegale in Egitto). Quasi sicuramente era una scusa delle autorità per tenere ancora lì gli sviluppatori, ma dopo un controllo sono riusciti a tornare a casa.

I membri del team prevedevano poi di fare un viaggio in Russia più o meno per lo stesso motivo, ma proprio per questo inconveniente in Egitto hanno scelto di evitare, e da lì, apparentemente, il progetto è andato a morire. La storia completa è molto più ricca di dettagli, e per quello vi consigliamo di leggere l’intervista completa a Gigliotti.

Fonte: Game Informer