Il 4 luglio Apex Legends era stato attaccato in un modo piuttosto bizzarro: ogni playlist del matchmaking mostrava un messaggio che diceva: “[Visita] savetitanfall.com. Titanfall 1 è sotto attacco, e ora anche Apex”. I giocatori, una volta conclusa la partita, si trovavano davanti ad un “messaggio importante” che diceva loro di visitare e ripubblicare il sito savetitanfall.com.

Tutto questo è accaduto dopo che Titanfall 1 e Titanfall 2 sono diventati ingiocabili a maggio a seguito di alcuni e ripetuti attacchi DDoS. L’originale Titanfall ha avuto problemi per diversi anni, e solo ad aprile Respawn aveva annunciato che “avrebbe affrontato i problemi in modo adeguato”. A mesi di distanza non sembra essere successo molto, e alcuni giocatori hanno scelto di farsi notare attaccando un titolo che, con certezza, è curato a dovere: Apex Legends.

Gli attacchi a Titanfall sono stati spesso attribuiti a una figura misteriosa chiamata “Jeanue”, ma non si è mai capito davvero chi ci fosse dietro. Ora, però, la rete è ricca di quelli che sono dei veri e propri retroscena.

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La community TF Remnant Fleet, che in primavera era uno dei gruppi di giocatori di Titanfall 1 più grandi al mondo, è stata fondata da RedShield. Questo utente aveva più volte chiesto, tramite messaggi ed interviste, a Respawn di creare dei server guidati dalla community per fare in modo che Titanfall potesse tornare a risplendere come una volta. Tornando ai giorni nostri. l’intera community di Titanfall è infuriata verso RedShield e i “suoi aiutanti”, accusati di aver attaccato i due giochi (ed Apex) per far tornare in vita il cancellato Titanfall Online.

Il sito SaveTitanfall, quello mostrato nell’attacco di Apex Legends il mese scorso (che si era subito dissociato dall’evento), ha pubblicato un documento di 40 pagine e centinaia di immagini di messaggi che dipingono un preoccupante quadro di depistaggio. RedShield, p0358, utente che a luglio ha pubblicato un articolo su Medium chiamato “Come sistemare Titanfall”, DogeCore e MrSteyk sarebbero infatti i responsabili degli attacchi agli sparatutto di Respawn.

In rete viene affermato che il vero obiettivo di questi utenti era quello di far rinascere Titanfall Online, uno spin-off free-to-play sviluppato da Nexon per il mercato asiatico cancellato nel 2018. RedShield e compagni avrebbero avuto bisogno del codice sorgente di Titanfall per completare il loro progetto, e avevano orchestrato un notevole piano per convincere Respawn a darglielo per “salvare Titanfall”.

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Ad aprile RedShield aveva rilasciato una dichiarazione al sito Eurogamer in cui affermava: “Abbiamo persone che, in un attimo, spenderebbero soldi – chiedo che Respawn risolva il problema in modo permanente dandoci accesso e controllo ai server di Titanfall 1, con il permesso di moderare, di bannare gli utenti e, se posso essere così audace, anche di modificare il gioco”. Questo messaggio viene ora letto in un altro contesto.

Dopo la pubblicazione dei messaggi privati RedShield ha negato le accuse, ammettendo però che “molti utenti vicino a noi sono collegati ad attività illecite”. Pur affermando che le prove pubblicate da SaveTitanfall sono “reali”, RedShield ha detto che i messaggi “sono stati presi fuori contesto o fatti passare per peggio di quello che sono in realtà”.

“Non mi sono mai fatto in quattro per mandare in crash le lobby di Titanfall 1, Titanfall 2 o Apex Legends”, ha continuato RedShield. “L’unica volta che sono stato coinvolto in un crash è stato mesi fa, quando un membro della community mi ha chiesto di aiutarlo a testare un nuovo exploit che aveva trovato per vedere se avrebbe funzionato. Un test controllato in cui erano coinvolti solo individui d’accordo. Non avevo motivo di credere che fosse per intenti malevoli, né ne ho ora”.

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Sempre RedShield ha ammesso l’esistenza del progetto per la rinascita di Titanfall Online, descritto, tuttavia, come “un progetto di passione creato dalla community e per la community”. Sul server Discord di Remnant Fleet, RedShield ha detto a proposito: “Tra i suoi obiettivi ci sono server completamente gestiti dalla comunità, piena capacità di modding e un futuro più pratico per Titanfall. Non è stato creato per alcun intento malevolo nei confronti della community, di Respawn, di EA o di altri”.

Il progetto SaveTitanfall sembra essere ora diviso in due: quello che è rimasto di Remnant Fleet e NoSkill, il server di Discord creato dai gestori del sito SaveTitanfall. I due gruppi erano partner nel progetto, ma apparentemente si sono distaccati “quando è diventato apparente che c’era una differenza in obiettivi e motivazioni”.