Nella giornata di domenica un gruppo di persone è riuscito a modificare le playlist del matchmaking di Apex Legends mostrando messaggi che incitavano gli utenti a ripubblicare un sito web dedicato al “salvataggio di Titanfall” dai continui attacchi DDoS. L’attacco è avvenuto il 4 luglio, una giornata che, oltre ad essere domenica, è anche festa negli USA.

In una serie di tweet pubblicati nelle scorse ore, Ryan K. Rigney, capo delle comunicazioni di Respawn, ha voluto dire la sua su quello che è successo lo scorso fine settimana, affermando che gli sforzi di chi ha attaccato il gioco sono stati essenzialmente vani.

“Stavo tenendo in braccio mio nipote appena nato quando ho scoperto di cosa è successo ad Apex. Ho dovuto lasciarlo [ai miei parenti], andare a lavorare e perdere una giornata con la famiglia,” ha spiegato. “Inoltre: L’attacco di domenica era legato ad una campagna di sensibilizzazione che abbiamo già riconosciuto pubblicamente… Il problema non è la consapevolezza. È che il DDoSing in particolare è un problema difficile da risolvere. Davvero difficile, ha continuato.

“Il team non ha mai smesso di lavorare su soluzioni DDoS, e l’anti-cheat è solo una guerra infinita di whack-a-mole. Sul fronte DDoS, lo risolveremo. Quando lo faremo, vi prometto che non sarà perché gli hacker ci hanno ‘reso consapevoli’ rovinando una vacanza. Non hanno ottenuto nulla di valore”.

C’è una chiara quantità di frustrazione nelle sue parole, decisamente comprensibili. Respawn aveva detto in passato che risolvere il problema dei DDoS di Titanfall non era così semplice, pertanto ci vorrà ancora qualche tempo prima che la situazione torni, si spera, alla normalità.