Nei giorni scorsi, Blizzard è finita in una incredibile tempesta di polemiche legate al ban di Blitzchung, giocatore di Hearthstone che durante una diretta dei Grandmasters ha dichiarato il suo supporto ai protestanti di Hong Kong indossando una maschera e urlando “Liberate Hong Kong”.

La scelta di bandire il giocatore da tutti gli eventi professionistici per un anno, rimuovendolo dal campionato in cui stava partecipando e riducendo a 0 dollari il suo premio della stagione 2 dei Grandmasters del gioco di carte ha scatenato un enorme dibattito contro Blizzard su Internet, accusata di aver difeso gli interessi della Cina.

Nel corso di questa notte è stato rilasciato il commento di J. Allen Brack, presidente di Blizzard Entertainment, che afferma di aver preso questa decisione senza nessuna influenza da parte del paese orientale: “Voglio essere chiaro: le nostre relazioni con la Cina non hanno avuto alcun tipo di influenza sulla nostra decisione”, si può leggere nel comunicato ufficiale. “Ogni voce è importante, e incoraggiamo fortemente tutti i membri della nostra community a condividere i loro punti di vista nei vari luoghi disponibili per esprimersi. Però, la diretta ufficiale deve riguardare il torneo e deve essere un posto dove tutti sono i benvenuti, e pertanto vogliamo che i canali ufficiali rimangano concentrati sul gioco.”

Brack ammette anche che la compagnia ha fatto degli errori nella gestione della punizione: “Abbiamo avuto il tempo per prenderci una pausa, ascoltare la nostra community e riflettere su cosa avremmo potuto fare meglio. Il nostro processo non era adeguato, e abbiamo reagito troppo velocemente.” Perciò, Blizzard ha deciso di dare a Blitzchung i premi in denaro da lui vinti, siccome “ha gareggiato nel torneo in maniera leale”. Non solo: il ban di un anno è stato ridotto a sei mesi, un periodo di tempo definito dalla compagnia “più appropriato”.

“Uno dei nostri obiettivi a Blizzard è fare in modo che ogni giocatore in tutto il mondo, indipendentemente dalle sue visioni politiche, credenze religiose, razza, genere e ogni tipo di altra considerazione possa sentirsi sicuro e benvenuto sia gareggiando che giocando ai nostri titoli,” il commento finale di Brack.

 

Fonte: Blizzard

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