Halo Infinite è il primo vero gioco open world della serie Microsoft, ma sembra che il titolo da cui è iniziato tutto, Halo Combat Evolved, sviluppato da Bungie, dovesse avere già al tempo un mondo aperto.

A confermarlo è Marcus Lehto, art director del gioco presso lo studio di Destiny alla fine degli anni ’90. In risposta ad un recente tweet in cui Lehto, ora al lavoro su Battlefield, ha elogiato l’ultimo gioco di 343 Industries, un fan ha chiesto se “l’aspetto open world [di Halo Infinite] è qualcosa che [il team] avrebbe desiderato fare in Combat Evolved”. Lehto ha risposto a questa domanda spiegando che “in fase di sviluppo della prima demo l’intento era quello di rendere [il gioco] open world”.

Alla fine Halo Combat Evolved non è diventato un gioco open world per motivi sicuramente legati all’hardware di quel periodo, ma Lehto ha ricordato come il livello The Silent Cartographer sia stato la cosa che si è avvicinata di più al concept immaginato da Bungie. Il quarto livello della campagna di Halo Combat Evolved aprì infatti gli occhi ai giocatori. In The Silent Cartographer, Master Chief e un gruppo di Marine dell’UNSC atterrano su una piccola isola per cercare di trovare una stanza nascosta in una delle strutture. Ci si poteva muovere molto in questo livello, tra montagne e spiaggie, una libertà che ai tempi era concessa davvero raramente.

Recentemente ex sviluppatori di Halo Combat Evolved hanno rivelato che il gioco doveva essere solo multiplayer.