Oggi, 6 dicembre 2021, Ico, il famoso titolo per PS2 di Fumito Ueda, compie 20 anni, e oltre ad un video celebrativo, il sito giapponese Famitsu ha pubblicato un lungo articolo in cui riassume i pensieri di alcuni noti game designer che hanno provato il gioco al tempo.

Famitsu inizia da Masahiro Sakurai, director della serie picchiaduro Super Smash Bros, che ha lodato l’aspetto simbolico di Ico. “[Ico è] un gioco che mostra una visione del mondo da un posto alto, che si distingue ed è evidente per chi non è fuori a guardare. Questo è l’opposto dello stile di Kirby e Smash Bros, che ho descritto come ‘colline basse e campi larghi’. È il fatto che ogni persona affronta una direzione diversa che li rende preziosi. Sosteniamo il signor Ueda e lo staff che crede in lui e lo segue per creare un’opera unica”.

Goichi Suda di Grasshopper, conosciuto per Killer7 e No More Heroes, ha parlato del sistema di salvataggio, dove Ico e Yorda devono sedersi su una poltroncina di roccia per salvare il gioco. “Non è speciale il divano? È morbido e comodo, e quando due persone vi si siedono, salva. Ai tempi in cui il salvataggio automatico era ancora un lusso, consideravo [Ueda] il mio rivale per aver creato un punto di salvataggio così elegante.”

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Tetsuya Mizuguchi, creatore di Tetris Effect e Rez, ha rivelato che Ico è stato il primo gioco a cui ha giocato dopo aver concluso i lavori su Rez, che proprio di recente ha festeggiato un importante compleanno.

“Ricordo ancora vividamente di trovarmi seduto nel mio ufficio vuoto alla fine dell’anno, stringendo la mano della ragazza e sentendomi stranamente immerso nel gioco”, ha detto. “Ho provato simpatia per quel forte senso di autorialità come creatore che viveva nella stessa epoca, ed è stato molto incoraggiante”.

Famitsu ha anche parlato con Hidetaka Miyazaki, creatore della serie Souls di FromSoftware. Dalle sue parole emerge come Ico gli abbia cambiato la vita, probabilmente ispirando il suo memorabile lavoro su Dark Souls e Bloodborne.

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“Dopo la laurea e l’inizio di un nuovo lavoro, sono stato lontano dai giochi per un po’. Mi capitò poi di giocare a Ico a casa di un amico”, ha spiegato Miyazaki. “Era un’esperienza e una storia bellissima che non avevo mai immaginato. Mi dispiace molto per il mio amico, ma ero commosso”.

“Ed è stato allora che ho lasciato l’azienda per cui lavoravo all’epoca e ho iniziato a lavorare per FromSoftware. Non esagero quando dico che è stato il gioco che ha cambiato la mia vita. Sono orgoglioso che sia stato Ico e che sia stato il gioco del signor Ueda.”

Il noto regista Guillermo del Toro ha parlato di quale pensa che sia il messaggio finale di Ico. “I giochi creati da Ueda creano una sensazione unica grazie a un mondo che ti attira, elementi spirituali e avventure che ti ricordano valori come l’amore e la bontà”, ha spiegato.

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“I disegni delle opere evidenziano la storia e le idee dietro ad essa, e sottolineano l’importanza dei protagonisti. Brillantemente realizzate, rifinite e illuminate con grazia, le scene dell’opera riflettono pensieri importanti, connessioni emotive e scintille meravigliose”.

“L’interesse di Ueda-san non sta nel fatto che il giocatore vinca o perda, ma nei pensieri importanti che vengono messi alla prova e nell’ispirazione a giocare. Ico è un viaggio fantastico attraverso un mondo creato dai sensi della luce, dalle storie e dai cartoni animati che si sono tramandati nei secoli, dai dipinti di de Chirico. Ma il viaggio ci insegna anche che la ragione per cui siamo in questo mondo – che sia gioco o realtà – è salvare i nostri amici,” ha concluso.

Infine, Famitsu è riuscito ad intervistare Neil Druckmann di Naughty Dog, director di The Last of Us. Druckmann ha rivelato che Ico è il suo gioco preferito di tutti i tempi e che lo considera un’enorme fonte di ispirazione.

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“La meccanica centrale (l’hand-holding) e il design dei puzzle creano un senso di legame che può essere provato solo in un videogioco”, ha spiegato Druckmann. “La narrazione bella e struggente dà un ricco contesto a questi sistemi di gioco e rende l’esperienza profondamente emotiva.”

“La direzione artistica e il level design avvolgono il giocatore in un senso di solitudine e di fascino ombroso. La musica e il suono sono discreti ma di grande effetto. Tutti questi elementi realizzati con cura si uniscono per creare un’opera d’arte, e un’opera influente. Ico è una fonte di ispirazione e il mio gioco preferito di tutti i tempi”.