Dopo essersi ufficialmente staccato da Square Enix nel 2017, IO Interactive, studio di Hitman, è stato contattato da diverse compagnie videoludiche ed ha ricevuto anche delle “interessanti” offerte di acquisizione.

In un’intervista ad IGN, il CEO dello studio e co-proprietario Hakan Abrak ha detto che quando l’azienda danese è diventata indipendente, “aveva letteralmente tre mesi di guadagni prima di dover chiudere bottega”.

“Quindi, ci sono stati momenti in cui eravamo vicini [alla chiusura], pensavamo a scenari come ‘dobbiamo trovare un investitore o dobbiamo andare con questo’, ma la visione che avevamo, avevamo preso un rischio con un MBO”, ha detto Abrak. “La visione che avevamo per Hitman del 2016…, sapevamo che avevamo costruito una piattaforma in cui non si trattava solo delle prestazioni di vendita nei primi tre o sei mesi, sapevamo di essere in una maratona“.

Sebbene il lancio di Hitman 2016 sia stato “piuttosto lento”, IO ha mantenuto la fede nella sua visione per la serie, costruita intorno a vendite continue potenziate da elementi da titolo live service. Abrak ha affermato che IO ha discusso vari modelli di business con potenziali investitori, ognuno dei quali aveva in mente il suo futuro della compagnia. Questi modelli, a detta di Abrak, non corrispondevano alla visione dello studio stesso.

“Alcune delle offerte erano davvero, davvero attraenti, e sarebbe stato facile in molti modi [essere acquisiti],” ha continuato. “Ma penso che a quel punto, eravamo come, ‘abbiamo davvero bisogno di lasciare questo vecchio IO Interactive per cercare di fare questo da soli'”.

Abrak ha discusso, sempre ad IGN, del futuro di Hitman e di Project 007.