Come riportato da Axios, alcuni funzionari di New York City hanno fatto causa ad Activision Blizzard accusando il CEO Bobby Kotick di essere accorso a vendere l’azienda a Microsoft “nel tentativo di sfuggire alla responsabilità per gli illeciti e realizzare bonus significativi”.

I querelanti, ovvero New York City Employees’ Retirement System e dai gruppi dei fondi pensione per insegnanti, polizia e vigili del fuoco della città, hanno fatto causa all’azienda per tentare di ottenere l’accesso ai suoi registri, documenti che potrebbero mettere in cattiva luce Kotick e il consiglio di amministrazione per il calo del prezzo delle azioni.

“Data la responsabilità personale di Kotick e la sua responsabilità per il posto di lavoro di Activision, avrebbe dovuto essere chiaro al consiglio che non era adatto a negoziare una vendita della società. Ma non lo era,” si legge nella causa.

“Microsoft ha aperto le discussioni di acquisizione il 19 novembre 2021, ma il consiglio non ha tenuto una riunione per discutere l’avvicinamento della compagnia fino a due settimane dopo, il 1 dicembre 2021”, sostiene la causa. “In quella finestra [temporale], senza l’autorizzazione del Consiglio o un’offerta effettiva da Microsoft, Kotick ha informato allegramente Microsoft che sarebbe stato disposto ad accettare un’offerta nel raggio di $90-$105 per azione”.

“La velocità con cui Kotick si è mosso non solo per fissare un tetto di offerta, ma per eseguire un accordo, era prevedibile”, continua la causa. “Non solo la fusione ha offerto a Kotick e ai suoi colleghi direttori un mezzo per sfuggire alla responsabilità per le loro egregie violazioni del dovere fiduciario, ma ha anche offerto a Kotick la possibilità di realizzare notevoli benefici non negoziabili.”

La causa suggerisce che il prezzo della fusione “sembra seriamente sottovalutare Activision in quanto rappresenta un mero premio dell’1%” rispetto al prezzo delle azioni della società prima che fosse citata in giudizio dal DFEH nel luglio 2021.