Lo scorso fine settimana si è discusso molto della chiusura di alcune sale eSports e LAN di tutta Italia a seguito di un esposto dell’imprenditore Sergio Milesi, dirigente della società Led S.r.l.. Se all’inizio si parlava della chiusura di una grandissima parte di locali, i sigilli sarebbero stati affissi solo a tre attività.

A precisarlo è l’ADM, Agenzia delle Accise, Dogane e Monopoli, in un comunicato stampa in cui “intende precisare lo sviluppo delle attività che hanno visto impegnato il personale dell’Amministrazione finanziaria nello scorso fine settimana, in una azione di controllo in materia di gioco pubblico”. L’attività di controllo avrebbe riguardato esclusivamente quattro esercizi commerciali: solo uno avrebbe presentato la documentazione amministrativa necessaria per operare una sala LAN.

Ecco un estratto del comunicato dell’ADM.

Giova evidenziare che le notizie diffuse in merito alla chiusura di tutte le sale Local Area Network (LAN) del territorio nazionale sono totalmente destituite di ogni fondamento.

A dimostrazione della mancata veridicità delle notizie diffuse da alcuni destinatari dei provvedimenti, in uno dei 4 casi sottoposti a controllo, l’operatore commerciale ha esibito e messo a disposizione degli ispettori, la documentazione amministrativa attualmente riconosciuta corretta per l’esercizio dell’attività di gioco nella sala LAN. Ciò ha permesso alla Direzione Giochi, di riconoscere la legittimità dell’attività posta in essere dal soggetto privato e, pertanto, di concludere l’ispezione amministrativa senza alcun rilievo né contabile né amministrativo.

Quindi, è di tutta evidenza che lo scopo dei controlli eseguiti lo scorso fine settimana è stato quello di accertare il rispetto delle norme attualmente vigenti, con il fine di tutelare proprio gli operatori del mercato delle sale LAN che mettono a disposizione la strumentazione di gioco in modo legale e responsabile.

Negli altri tre casi, ADM ha, invece, provveduto a redigere verbali di sequestro amministrativo ai sensi della legge 689/81, per le apparecchiature destinate al gioco, prive di ogni forma di autorizzazione, licenza, concessione non costitutiva, permesso o nulla osta comunque denominato.

In particolare, in uno di questi tre casi, lo stesso operatore, all’atto della presentazione della segnalazione certificata d’inizio attività all’Ente comunale, dichiarava di installare videogiochi che, tuttavia, erano completamente privi di certificazione e titoli autorizzatori.

In ragione di quanto sopra comunicato, ne deriva che tutte le manifestazioni di settore, comprese le fiere tematiche e l’esercizio del gioco nelle stesse sale LAN, non sono in alcun modo pregiudicate se svolte nel rispetto delle regole di settore e che le notizie diffuse non corrispondono alla realtà dei fatti.

Secondo l’ADM, dunque, tre sale non avrebbero avuto le licenze necessarie per affittare i computer ai clienti. Questi dispositivi, inoltre, avrebbero avuto software non autorizzato, il cui uso nei locali pubblici non è stato approvato da enti governativi o giuridici.