Al giorno d’oggi le loot box sono un argomento molto discusso sul fronte videoludico, affrontato da politici e non solo. Secondo l’NHS, l’ente sanitario inglese, questa meccanica è da considerare un vero e proprio gioco d’azzardo, e diverse software house hanno scelto di cambiare le loro politiche per evitare ulteriori problemi legali.

Ora, per essere ancora più trasparenti sulla presenza di oggetti ottenibili in maniera totalmente casuale nelle loot box, anche l’ESRB, l’ente di valutazione dell’intrattenimento americano, ha scelto di fare la sua parte. Sin dal 2018 i giochi contenenti acquisti in game hanno ottenuto le designazioni “In-Game Purchases” e “Users Interact”, e proprio al primo verranno apportati alcuni cambiamenti.

Se l’ente rivelerà che in un determinato titolo sono presenti delle loot box, la designazione non sarà più semplicemente “In-Game Purchases”, bensì “In-Game Purchases (Includes Random Items)” che, come è possibile intuire dal nome, avviserà tutti gli acquirenti della presenza di un sistema che permette di ottenere casualmente degli oggetti.

Questa etichetta verrà fornita ai titoli che permetteranno di acquistare dei beni digitali o premium con denaro reale dove però il giocatore non è a conoscenza di che cosa riceverà prima dell’acquisto. Questo avviso verrà applicato a giochi con loot box, gacha, pacchetti di carte o oggetti, ruote della fortuna, casse segrete e molti altri.

Al momento non sappiamo quando entrerà in vigore questa nuova regola, e se anche enti più locali come il PEGI decideranno di adottarlo per avvisare tutti i possibili acquirenti di che cosa andranno incontro, questo per evitare anche acquisti effettuati per errore.

Fonte: ESRB