In occasione del lancio della Nintendo Switch modello OLED Nintendo ha pubblicato sul proprio sito una nuova intervista “Chiedi agli sviluppatori” in cui si parla assieme a Toru Yamashita della divisione Technology Development di diversi argomenti riguardanti la console, tra cui i Joy-Con.

Come ben sanno i possessori di una Nintendo Switch, i Joy-Con non sono dispositivi che non possiedono problemi. Uno dei più comuni è infatti il Joy-Con Drift, che si nota quando l’input viene registrato senza toccare lo stick del controller. Nel corso dell’intervista Yamashita ha parlato di come Nintendo abbia apportato continui miglioramenti ai Joy-Con dal lancio del modello originale.

“Abbiamo detto che le specifiche del controller del Joy-Con non sono cambiate, nel senso che non abbiamo aggiunto nuove caratteristiche come nuovi pulsanti. Ma gli stick analogici nel modello OLED [di Switch] sono l’ultima versione con tutti i miglioramenti. Inutile dire che lo stesso vale per gli stick analogici inclusi in Nintendo Switch, Nintendo Switch Lite, nei controller Joy-Con venduti separatamente e nel controller Pro che vengono attualmente spediti,” ha spiegato Yamashita.

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Sebbene Nintendo non abbia specificato che cosa sia stato migliorato col passare del tempo, le ipotesi vertono più sulla resistenza, sulla durata e sull’affidabilità degli stick. “La prima versione dello stick analogico ha superato il test di affidabilità utilizzando il metodo della rotazione mentre si applica continuamente un carico su di esso. Abbiamo fatto questo con gli stessi criteri dello stick analogico del GamePad della Wii U. Poiché abbiamo sempre cercato di migliorarli, abbiamo esaminato i Joy-Con usati dai clienti e migliorato ripetutamente la resistenza all’usura e alla durata,” ha aggiunto.

Tuttavia, Ko Shiota, che ha partecipato all’intervista, ha ammesso che l’usura è inevitabile. “Per esempio, i pneumatici delle auto si consumano man mano che l’auto si muove poiché sono in costante attrito con il terreno per ruotare. Quindi, con questa stessa premessa, ci siamo chiesti come possiamo migliorare la durata. E non solo: come possono coesistere sia l’operatività che la durata? È qualcosa che affrontiamo continuamente,” ha detto.

Yamashita ha infine aggiunto: “Il grado di usura dipende da fattori come la combinazione dei materiali e delle forme, quindi continuiamo a fare miglioramenti cercando di capire quali siano meno soggette a usura.”

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