Quest’oggi Nintendo ha pubblicato il riassunto di una serie di domande e risposte con gli azionisti in cui si è discusso di vari argomenti, tra cui Nintendo Switch Pro, un possibile ritorno delle console Mini e del lavoro forzato.

Partendo dalla console ibrida, Shuntaro Furukawa, presidente di Nintendo, non ha voluto rispondere ai recenti report riguardanti Nintendo Switch Pro. Secondo delle voci di corridoio, la console sarebbe in lavorazione e uscirà nel corso di quest’anno.

“L’azienda continuerà a concentrarsi sulla creazione di giochi unici, e per raggiungere questo obiettivo, continueremo a proporre titoli utilizzando una console con hardware e software integrati”, ha detto. “Stiamo costantemente sviluppando hardware, software e periferiche dedicate, ma ci asterremo dal commentare prodotti specifici in fase di sviluppo”.

nes-mini

Per quanto riguarda invece la serie di console Mini, Nintendo starebbe considerando se continuare a produrre versioni in miniatura delle sue più storiche piattaforme.

“Vogliamo sempre che i nostri prodotti siano giocati da persone di tutte le età, dai bambini agli adulti. Infatti, dopo essere stati nel settore dei videogiochi per molti anni, crediamo che ora ci sia una gamma molto ampia di generazioni che hanno adottato le console Nintendo”, ha spiegato Furukawa. “Continueremo ad esaminare la possibilità di offrire contenuti classici tramite console o servizi online come un modo per comunicare il fascino dei nostri prodotti alle diverse generazioni”.

Infine, Nintendo ha detto di non essere a conoscenza della presenza di lavoro forzato nelle fabbriche in cui vengono realizzati i suoi prodotti. Dei report dello scorso anno avevano rivelato che migliaia di persone della minoranza musulmana degli Uiguri in Cina sono costrette al lavoro forzato in fabbriche collegate a marchi molto importanti come Apple e Dell.

Furukawa ha confermato che le fabbriche menzionate nei report facevano parte della catena di produzione di Nintendo, ed ha affermato di aver indagato sulle accuse.

Logo di Nintendo

“Siamo consapevoli che c’è stato un report secondo cui gli Uiguri potrebbero essere stati costretti a lavorare nelle fabbriche della nostra catena di produzione”, ha detto Furukawa. “Tuttavia, per quanto abbiamo indagato sulla fabbrica indicata nel report, non abbiamo potuto trovare alcuna registrazione che dice che si tratti di un nostro partner commerciale, né abbiamo ricevuto alcuna segnalazione di lavoro forzato nella nostra catena di produzione”.

“Al fine di garantire che non si verifichi il lavoro forzato, abbiamo stabilito una politica CSR e chiediamo ai nostri fornitori di rispettare le nostre attività sulla base delle linee guida di Nintendo. Conduciamo i nostri affari secondo la politica che se c’è qualsiasi rischio effettivo o serio di lavoro forzato, non solo per gli Uiguri, smetteremo di fare affari con loro”.

“Come azienda globale, continueremo a lavorare con i nostri partner di produzione per implementare politiche etiche riguardanti la produzione, il lavoro e l’approvvigionamento, e per garantire una produzione di massa di alta qualità. Oltre ai prodotti di abbigliamento, ci impegniamo a seguire le stesse politiche che abbiamo appena descritto per i nostri fornitori”.

Cosa ne pensate?