La scorsa settimana, lo studio legale statunitense Chimicles Schwartz Kriner & Donaldson-Smith (CSK&D) aveva aperto un questionario sul proprio sito per chiedere all’utenza di PS5 se, dall’acquisto della console, avesse mai notato il drift del DualSense, il controller della console next-gen. A quanto pare le risposte sono state talmente tante che, poche ore dopo, è stata indetta una class action.

Come riportato da Eurogamer, la causa è stata aperta il 12 febbraio nel tribunale del Distretto Sud di New York tramite il querelante Lmarc Turner (non è l’unico). Secondo quanto dichiarato nella causa, il DualSense sarebbe un prodotto “difettoso“.

“Per essere più specifici” – si legge nel documento – “i DualSense utilizzati per la PS5 contengono un difetto che portano i personaggi o oggetti nel gameplay a muoversi sullo schermo senza il comando dell’utente o un’operazione manuale del joystick. Questo difetto interferisce in maniera significativa con il gameplay e compromette, quindi, la funzionalità base del DualSense.”

La causa accusa Sony di essere a conoscenza di questo drift del DualSense attraverso i reclami online dei consumatori, e sositene che la società ha inserito nel DualSense “gli stessi componenti analogici” del DualShock 4 della PlayStation 4, che secondo quanto riferito anch’esso soffriva di drift. Le opzioni per la riparazione, inoltre, sarebbero “poche”.

“I clienti stanno sperimentando lunghi tempi di attesa e hanno a che fare con un labirinto di messaggi telefonici preregistrati prima di parlare finalmente con un agente riguardo alle riparazioni per la deriva del controller DualSense”, si legge nella causa, che sottolinea che i clienti devono pagare la spedizione del controller a un centro di riparazione Sony anche per le riparazioni in garanzia.

La causa richiede un processo con giuria, con il querelante che cerca un rimborso “per i danni subiti”. Sony deve ancora commentare la questione, e forse lo farà presto.