Riot Games ha annunciato nelle scorse ore che, a seguito di un’indagine sulle accuse di cattiva condotta da parte del CEO Nicolo Laurent, non sono state trovate prove a sostegno di queste affermazioni, con il dirigente che non dovrà affrontare sanzioni.

L’indagine era stata commissionata da Riot Games stessa in risposta a una causa di Sharon O’Donnell, ex assistente esecutivo, che aveva accusato Laurent di molestie sessuali, discriminazione di genere e licenziamento illegittimo. Lo studio legale esterno Seyfarth Shaw LLP ha svolto l’indagine, ed ha successivamente fornito i suoi risultati al comitato del consiglio di amministrazione di Riot. Il comitato ha esaminato i risultati dell’indagine, e ha concluso che non ci sono prove a sostegno delle affermazioni.

“Dal 2018, quando abbiamo rinnovato il nostro processo di indagine interna, abbiamo utilizzato un rigoroso processo di indagine esterna per garantire che tutte le accuse contro i nostri dirigenti siano indagate a fondo e senza pregiudizi – e che le indagini che coinvolgono i nostri dirigenti più importanti siano supervisionate da un comitato speciale del consiglio di amministrazione di Riot”, ha detto Riot Games in un comunicato.

“A seguito delle recenti accuse di cattiva condotta sollevate contro Riot e il nostro CEO, eravamo pienamente preparati a farlo di nuovo. Il comitato speciale del nostro consiglio di amministrazione ha concluso che dopo aver esaminato i risultati dell’indagine, e sulla base di tutto ciò che sanno oggi, non ci sono prove che Nicolò abbia molestato, discriminato o fatto ritorsioni contro la signora O’Donnell“.

Non sappiamo, ora, come procederà la causa, se O’Donnell proverà a replicare alle affermazioni di Riot oppure no.