Victura, il publisher del gioco, ha pubblicato questo pomeriggio su Twitter un messaggio riguardante i contenuti politici di Six Days in Fallujah, riconoscendo che il gioco è “inseparabile dalla politica” perché raffigura eventi del mondo reale accaduti durante il conflitto del 2004.

Questa dichiarazione arriva dopo che il capo di Victura, Peter Tamte, ha detto in un’intervista di qualche settimana fa che Six Days in Fallujah “non sta cercando di creare un commentario politico” sulla guerra.

“Le storie in Six Days in Fallujah sono raccontate attraverso filmati di gioco e documentari con membri del servizio e civili con diverse esperienze e opinioni sulla guerra in Iraq”, spiega il publisher. “Finora, 26 civili iracheni e decine di membri del servizio hanno condiviso con noi i momenti più difficili della loro vita, così possiamo condividerli con voi, con le loro parole”.

I brevi documentari di Six Days in Fallujah toccheranno “molti argomenti difficili“, dice il comunicato, compresi “gli eventi e le decisioni politiche che hanno portato alle battaglie di Fallujah e le loro conseguenze”. Victura spiega inoltre come saranno alcune missioni della campagna del titolo. I giocatori otterranno il contesto attraverso i segmenti del documentario e poi si imbarcheranno nelle missioni stesse dove dovranno “risolvere veri scenari militari e civili”.

“Crediamo che le storie dei sacrifici di questa generazione meritino di essere raccontate dai marines, dai soldati e dai civili che erano lì. Confidiamo che troverete il gioco – come gli eventi che ricrea – complesso”, ha concluso Victoria.

Six Days in Fallujah uscirà su PC e console nel 2021.