Valve è stata recentemente accusata di aver violato un brevetto per il suo Steam Controller, ed ora è sotto processo… in digitale: curiosamente, infatti, questo processo è il primo ad essere condotto remotamente a causa della pandemia di COVID-19.

Il caso è ascoltato dal giudice Thomas Zilly del Distretto Occidentale di Washington, con gli avvocati di Valve e il querelante Ironburg Inventions che forniscono prove da diversi luoghi tramite il software di videochiamate Zoom, riporta Law360.

Ironburg afferma che Valve era stata avvertita nel 2014 che un prototipo del Steam Controller mostrato al CES aveva gli stessi esatti controlli sul lato posteriore che aveva recentemente brevettato. Il brevetto in questione, tra l’altro, sarebbe stato successivamente concesso in licenza a Microsoft per utilizzare questa tecnologia nei suoi controller di Xbox Elite.

“Ironburg ha davvero creato una nuova categoria di controller”, ha affermato l’avvocato dell’azienda, Robert Becker. Nonostante l’avvertimento, Valve avrebbe continuato a produrre e a lanciare il controller, vendendone 1.6 milioni di unità prima di discontinuarlo nel 2019.

“Valve sapeva che la sua condotta comportava un rischio irragionevole di violazione, ma ha semplicemente proceduto a violare comunque – la classica storia di David e Golia: Golia fa ciò che Golia vuole fare”, ha detto Becker. L’avvocato di Valve, Trent Webb, ha dichiarato invece che le funzionalità posteriori dello Steam Controller non corrispondono a quelli del brevetto.

Fonte: Law360