Una causa intentata all’inizio di questa settimana accusa Valve di usare il suo monopolio sul mercato del PC Gaming per forzare gli sviluppatori a vendere i loro giochi su altri negozi allo stesso prezzo con cui vengono offerti su Steam. La causa afferma che c’è una disposizione “Most Favored Nations” nell’accordo di distribuzione di Steam che afferma che altri negozi non possono competere sul prezzo a cui vengono venduti i giochi.

“La clausola MFN ha l’effetto di mantenere alti i prezzi per i consumatori, poiché la concorrenza sui prezzi da parte delle piattaforme farebbe diminuire i prezzi dei giochi per PC venduti ai consumatori”, si legge nella causa. “La MFN ostacola anche l’innovazione e sopprime la produzione, poiché funge da ulteriore barriera all’ingresso di potenziali piattaforme rivali e poiché i prezzi più elevati portano a minori vendite di giochi per PC”.

Assieme a Valve, altri nomi citati nella causa sono CD Projekt, Ubisoft, kChamp Games, Rust LLC e Devolver Digital. Secondo la causa, questi studi “hanno illegalmente contratto, collaborato, o cospirato per limitare irragionevolmente il commercio in violazione della Sezione 1 dello Sherman Act, concordando sotto la Steam MFN che i convenuti sviluppatori di giochi non avrebbero venduto i loro giochi per PC attraverso piattaforme concorrenti ad un prezzo inferiore a quello che hanno offerto attraverso la piattaforma Steam di Valve”.

Non è chiaro perché nella causa vengano citate altre compagnie al di fuori di Valve, che sembra essere quella su cui più si concentra il documento, ma una di queste, Devolver Digital, probabilmente risponderà alla causa in tribunale.

“Penso che tutti a Devolver si siano iscritti alla facoltà di legge oggi, quindi nessuno può rispondere a questa domanda almeno fino alla fine del primo semestre”, ha detto Stephanie Tinsley, rappresentante di Devolver Digital, a PC Gamer.

Fonte: THR | Via: PC Gamer