Ad un anno dal lancio del gioco e a distanza di cinque mesi dall’uscita della prima parte, id Software e Bethesda hanno scelto di mettere la parola “Fine” al lungo viaggio dello Slayer in The Ancient Gods – Parte 2, il nuovo DLC di Doom Eternal.

Questa seconda espansione della campagna dell’acclamato titolo di id Software conclude la missione che lo Slayer doveva portare a termine, ovvero quella di sterminare la minaccia demoniaca che ha invaso il mondo.

E se, come già detto nelle nostre recensioni precedenti, la narrativa non è mai stata così rilevante nella serie di Doom, in The Ancient Gods – Parte 2 riesce a farsi sentire un po’ di più, specialmente alla fine (per ovvi motivi).

Ma The Ancient Gods – Parte 2 riesce ad essere un ottimo seguito di The Ancient Gods – Parte 1? E, soprattutto, è una valida conclusione di Doom Eternal?

Lo slayer è tornato ed ha qualcosa di nuovo

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The Ancient Gods – Parte 2, come è possibile immaginare, è un seguito diretto della Parte 1 di The Ancient Gods. Senza entrare troppo nei dettagli per non anticipare nulla, questo DLC rappresenta l’ultima occasione che lo Slayer ha per provare ad estirpare il male che hanno portato i demoni.

Proprio come nel DLC precedente, anche The Ancient Gods – Parte 2 è suddiviso in tre livelli, o mondi se così vogliamo chiamarli. Viaggeremo tra le meraviglie cosmiche della Lancia del Mondo e attraverseremo le rovine di antichi insediamenti delle Sentinelle per poi giungere ad Immora, un luogo che protegge con mura gigantesche e tecnologie avanzate il Signore Oscuro, il boss finale.

In termini di level design non aspettatevi grosse novità. I livelli sono principalmente suddivisi in aree di “ritrovo di demoni” che si alternano a delle fasi platform. Tuttavia, qualcosa di nuovo c’è: stiamo parlando di appigli che, grazie all’ausilio della nostra doppietta, ci permettono di superare estesi burroni sotto cui si può scorgere solamente il vuoto.

Anche il gameplay di per sé è rimasto invariato, ma id Software ha ben pensato di introdurre un nuovo strumento che ci dà una mano in momenti difficili: il Martello delle Sentinelle. Questo martello, quando equipaggiato, colpisce tutti i nemici presenti in una vasta area e li stordisce per qualche secondo. Questo ci dà la possibilità di tirare fuori il nostro asso nella manica che useremo per porre fine alla loro vita. Quando colpiti, i nemici rilasciano grandi quantità di munizioni e salute, e questo ci permette di ricaricare il nostro arsenale.

Combinato con la difficoltà del DLC, questo martello serve a far riprendere fiato ai giocatori. In alcune occasioni potrebbe risultare sbilanciato, specialmente quando si possono ottenere tante “ricariche” in un breve periodo di tempo, ma si tratta di un’ottima aggiunta al loadout dello Slayer. Il Martello delle Sentinelle sarà essenziale per sconfiggere il Signore Oscuro, nemico di cui parleremo successivamente.

In ogni livello ci sono poi gli Eventi Escalation, ovvero delle fasi di combattimento con i demoni che, una volta completate, ci forniranno potenziamenti vari. Questi Eventi sono suddivisi in due parti: la prima deve essere necessariamente superata, mentre la seconda non è obbligatoria e come ricompensa fornirà dei semplici elementi estetici. Se amate sfide ardue e volete personalizzare il vostro Slayer ancora di più, allora la seconda parte potrebbe fare decisamente per voi.

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Sembra che id Software abbia imparato dagli errori di The Ancient Gods – Parte 1, e questo è da apprezzare. Personalmente avevo trovato i combattimenti del primo DLC molto complessi, questo perché erano talmente ricchi di demoni che completarli senza ottenere qualcosa in cambio non mi piaceva. Ma gli upgrade che si ottengono dagli Eventi Escalation li apprezzo davvero molto, e penso che, nonostante tutto, la difficoltà sia stata bilanciata, e positivamente.

Non mancano nuovi nemici

Se ci sono nuove armi, come non possono mancare nuovi nemici? Più che essere “upgrade” di semplici demoni, questi quattro nuovi nemici sono dei tipi di demoni inediti che non ci andranno piano con noi.

Ad esempio, uno che è possibile incontrare sin da subito è il Barone corazzato. Si tratta di un enorme demone che possiede una solida armatura che deve essere completamente distrutta per essere colpito. Questa armatura si ricarica dopo poco, pertanto il nostro tempo di reazione e la corretta scelta delle armi da usare saranno essenziali per abbatterlo velocemente.

Il Barone corazzato è accompagnato dall’Imp di pietra, un Imp che per colpirci si trasformerà in una palla infuocata. È necessario prestare attenzione a questa palla, siccome gli Imp di pietra non si faranno scrupoli ad avventarsi su di noi ad un’altissima velocità. Il Martello è molto efficace contro questi nemici, che una volta colpiti spariscono dalla nostra vista in un batter d’occhio.

Gli ultimi due nuovi nemici sono il Predatore maledetto, che ci colpisce con una maledizione che non ci permette di usare lo scatto, e lo Zombi urlatore, che potenzia i nemici vicini quando viene ucciso. Per quanto sia facile da sconfiggere, ho trovato il Predatore maledetto abbastanza fastidioso, specialmente nei momenti in cui abbiamo a che fare con decine di demoni. Se ci si prende la maledizione in situazioni come queste, la nostra aspettativa di vita si abbassa drasticamente, forse anche troppo.

Voglio evidenziare la presenza nel DLC di tutti gli altri tipi di demoni che abbiamo conosciuto in Doom Eternal e in The Ancient Gods – Parte 1, anche quelli che, una volta, erano boss. Alcuni demoni a volte sono potenziati, e bisogna trovare altri modi per attaccarli. Mai porsi direttamente davanti a loro, si rischia di perdere la partita in tempo zero.

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L’ultimo nemico dello Slayer

Ma ora è tempo di parlare del Signore Oscuro, l’ultimo boss di Doom Eternal. Con un aspetto identico al nostro, ma con un carattere totalmente opposto, il Signore Oscuro è un Razziatore ancora più forte. Se, come me, non amate tanto i Razziatori, allora anche questo boss potrebbe non farvi piacere. Con cinque barre di vita e altrettante parti di combattimento, che con l’abbassarsi della sua salute diventano ancora più toste, il Signore Oscuro può essere colpito solo quando lui ha intenzione di attaccarci con la sua enorme spada e i suoi occhi diventano verdi.

Attaccarlo in altri momenti è totalmente fuori questione: oltre al fatto che è impossibile infliggergli danno, questo perché si protegge con uno scudo, se si abbassa la guardia e veniamo colpiti, con i danni da noi subiti lui si curerà. Inoltre, il Signore Oscuro evoca dei cani che, proprio come quelli del Razziatore, non se ne vanno fino a quando non ricevono un colpo. Ma fossero solo quelli il problema. Verso la fine del combattimento, il boss inizierà ad usare il suo scudo per attaccarci, e allo stesso tempo evocherà copie di demoni molto potenti che non si abbattono con un semplice colpo.

La parola chiave da tenere a mente durante il combattimento con il Signore Oscuro, quindi, è una sola: attenzione. Non bisogna mai togliere gli occhi di dosso dal boss, perché se lo si fa si rischia grosso. E anche per questo la battaglia, più che difficile, potrebbe essere piuttosto noiosa. Quando, però, si capiscono le sue mosse, allora affrontarlo non dovrebbe essere un grosso problema.

Doom Eternal è disponibile su PC, PS4, Xbox One, Nintendo Switch e Google Stadia.

Doom Eternal: The Ancient Gods - Parte 2 recensione
8.5/10

Conclusione

In conclusione, The Ancient Gods – Parte 2 rappresenta la fine dell’avventura dello Slayer, che possiamo definire decisamente ricca di sorprese e movimentata.

Come hanno affermato gli sviluppatori nei giorni scorsi, Doom ha ancora tante storie da raccontare, ma a questo punto quello che mi chiedo è: la serie può migliorare ancora? Un altro gioco può essere migliore persino di Doom Eternal, un incredibile titolo sotto moltissimi aspetti? Non riesco a darmi una risposta attualmente, ma è una cosa è certa: non vedo l’ora di scoprirlo.

Non c’è alcun motivo per cui non dovreste giocare a The Ancient Gods – Parte 2, e tantomeno al resto della storia dello Slayer. id Software ha davvero fatto un ottimo lavoro, ed è riuscita a concludere una nuova storia in maniera superba.