Sono passati otto anni e mezzo circa dal lancio su PC, PlayStation 3 ed Xbox 360 di Kingdoms of Amalur: Reckoning, un gioco di ruolo piuttosto apprezzato ai tempi da critica e giocatori, considerando soprattutto che pochi mesi prima venne pubblicato The Elder Scrolls 5: Skyrim, titolo che, se così vogliamo dirlo, ha cambiato non poco il mondo dei GDR. Ed ora, nel nuovo decennio, il gioco di 38 Studios ed Electronic Arts è passato nelle mani di Kaiko e THQ Nordic che hanno scelto di riportarlo in auge con Kingdoms of Amalur: Re-Reckoning, una remastered di cui abbiamo saputo non troppo in realtà, visto che venne leakata a giugno dal Microsoft Store e poi ufficializzata poco tempo dopo. Da allora abbiamo visto solo qualche immagine e trailer con le classi del personaggio, ma nonostante ciò Kaiko e THQ Nordic hanno continuato a lavorarci senza alcun apparente problema. E visto che abbiamo avuto la possibilità di giocarci, vi raccontiamo che cosa ne pensiamo, e come mai sia rimasto un ottimo RPG.

Storia e personaggio

Il gioco si apre con una cutscene che ne racconta la storia: Kingdoms of Amalur: Re-Reckoning segue un guerriero noto come “Senzafato” che, morto in circostanze apparentemente misteriose (in realtà capiremo il tutto con il continuare dell’avventura), viene portato in un Pozzo delle anime che ha il compito di riportare in vita le persone morte. Questo esperimento è stato principalmente ideato dallo scienziato gnomo Hugues Fomorous, con il primo tentativo che è andato a buon fine. Appena riusciamo a tornare in vita, saremo costretti a scappare a causa di un attacco da parte dei Tuatha Deohn, un’armata spietata guidata da Gadflow, un cattivo che ha intenzioni malvagie verso tutte le razze mortali.

Dopo essere scappati (e aver perso temporaneamente Fomorous, che potremo ritrovare più avanti) incontreremo Agarth, un tessitore. Egli ci spiega un po’ come funziona il sistema dei destini di Kingdoms of Amalur: apparentemente ogni persona in questo mondo ha un destino predeterminato che i Tessitori possono leggere, oltre a persino prevedere gli eventi che porteranno alla morte. Il nostro protagonista, però, non ha un finale predeterminato, e proprio per questo motivo sceglie di imbarcarsi per una lunga avventura per capire come mai sia morto, ma c’è qualcosa di particolare in tutto questo. Gli incontri che ha, per qualche motivo, cambiano, in maniera leggera o piuttosto pesante, i destini delle persone a cui si rivolge. Ed è ora che l’avventura del protagonista di Kingdoms of Amalur: Re-Reckoning inizia davvero.

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Parliamo però un attimo del personaggio, delle sue classi e della personalizzazione: prima di essere buttati nel Pozzo delle anime, dovremo affidare a noi stessi un nome ed un volto. L’editor del personaggio è piuttosto semplice, ma allo stesso tempo non è né troppo complesso e nemmeno troppo base. Dopo aver superato questa parte, dovremo scegliere di che “razza” far parte, e ci sono quattro opzioni a nostra disposizione: Almain, Varani, Ljosalfar e Dokkalfar. Ogni razza che sceglieremo non avrà un impatto sulla storia ma, come ci si potrebbe aspettare da un RPG, sulle nostre abilità: potremo infatti ottenere, in base a cosa sceglieremo, dei bonus in vari campi, come alchimia, persuasione, commercio o scasso. Ciò è poi seguito da una schermata di selezione di un dio protettore, non necessario, che anche in questo caso ci darà dei bonus, ma più nel lato del combattimento visto che potremmo ricevere più resistenza, fornire più danni ai nemici e via dicendo.

A modificare le statistiche del personaggio ci penserà poi un vasto albero delle abilità, le cui capacità (suddivise in tre classi, magia, destrezza e combattimento) saranno sbloccabili con dei punti che otterremo ad ogni aumento di livello. Più capacità sbloccheremo più potremo rendere potenti un certo tipo di armi, come le lame fae ad esempio, o uno scettro, senza dimenticare la possibilità di ottenere delle abilità, come il lancio di una scossa elettrica, l’agganciare e l’avvicinarsi ai nemici, che potremo utilizzare durante le battaglie. Salendo di livello potrebbe capitare anche di sbloccare delle carte chiamate “Alterazioni del Fato”, che hanno il compito di aggiungere ulteriori bonus al personaggio. Poi ci sono le carte Destino, che invece sono più impuntate verso lo stile di combattimento del giocatore. Quest’ultime si potranno cambiare con l’avanzare della partita, se desiderato.

È tempo di combattere

Il sistema di combattimento di Kingdoms of Amalur: Re-Reckoning non è troppo lontano da quello di un RPG standard: come è possibile immaginare abbiamo a disposizione due armi, una primaria ed una secondaria, che possiamo utilizzare in qualsiasi momento, oltre ad uno scudo. Non c’è molto da dire in realtà, se non che una volta compresi i comandi per combattere il tutto risulterà molto semplice ed intuitivo. Bisogna evidenziare che ogni tipo di arma ci fornirà una velocità diversa. Se con delle lame potremo essere veloci nel rispondere agli attacchi se necessario o fare una capriola per schivare qualcosa, non si può certo dire lo stesso se si ha un martello. In quel caso, ci vorrà diverso tempo per arrivare alla conclusione di un ciclo temporale di un attacco, rischiando anche di venire sconfitti piuttosto velocemente se dovessimo essere circondati. Per questo motivo, vi consigliamo di porre estrema attenzione alle armi attive. Inoltre, alcune di queste, così come dei pezzi di armatura, necessitano di determinati punti in alcuni campi delle abilità del personaggio, come nella destrezza o nella magia per essere equipaggiate.

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Durante il combattimento si potranno anche utilizzare delle abilità, sbloccabili nell’albero dedicato quando si salirà di livello come accennato prima, che richiederanno un certo numero di mana. Una volta che questa risorsa sarà terminata non si potranno più utilizzare, almeno che non lo si riesca ad ottenere velocemente aspettando oppure bevendo delle pozioni. Un elemento che va a contraddistinguere Kingdoms of Amalur: Re-Reckoning dagli altri RPG è la Modalità Reckoning, o Modalità Giudizio. Si tratta di una sequenza in slow motion che consente al giocatore, quando la barra dei Punti Fato (che si otterranno sconfiggendo nemici) è piena, di sconfiggere più velocemente un nemico e di concludere la sua esistenza con un particolare attacco speciale che, in base a quante volte premeremo un tasto, ci fornirà dei punti esperienza aggiuntivi. Una volta attivata, il tempo, come per magia, rallenterà, ma noi no, permettendoci dunque di sconfiggere un nemico tosto (consigliamo di tenerla attiva per i boss, dove offre un vantaggio a dir poco notevole) senza troppi problemi. Dopo questo attacco, i nemici indeboliti quando la modalità giudizio era attiva moriranno.

Non manca però qualche problema durante i combattimenti: oltre al fatto che è consigliato giocare con un controller anche su PC, poiché questo sistema non è troppo adatto ad una normale combinazione mouse e tastiera, può capitare che la telecamera, specialmente nei luoghi chiusi, vada un po’ dove gli pare. A volte lo zoom è anche improvviso, e a quel punto diventa difficile capire dove e che cosa stiamo combattendo, senza citare il fatto che scappare, in quei casi, è praticamente impossibile, con una morte che potrebbe accelerare più del previsto. Nonostante ciò, se si riesce a muoversi bene tutto dovrebbe continuare nella normalità.

Attività

Essendo un RPG, in Kingdoms of Amalur: Re-Reckoning, così come nel gioco originale, è possibile fare davvero molto. Oltre alla campagna principale, che richiede più di una decina di ore per essere completata, ci sono centinaia di missioni secondarie, veloci o meno. E i tipi sono davvero svariati: a volte ci verrà chiesto di raccogliere qualche oggetto per curare una persona ferita ad esempio, ma non è nemmeno raro che qualcuno ci chieda di andare a combattere o chiarire un litigio, preferibilmente in maniera diplomatica, per lui. Soprattutto in quest’ultimo caso le ricompense non sono così magre, visto che ottenere migliaia di monete non è così complesso come si potrebbe pensare.

E proprio perché si tratta di un RPG, potremo fare un po’ quello che ci pare nei villaggi: uccidere chiunque ci capiti tra i piedi, anche neutrale o buono, rubare da uno scaffale o un baule, o contribuire all’economia locale spendendo monete nei diversi negozi a cui potremo accedere, che siano curatori, fabbri o semplici commercianti. Per quanto riguarda le prime due “attività,” tutto ha una conseguenza, che a volte può anche portare all’incarcerazione. Come ci viene detto nelle schermate di caricamento, se non riusciamo a scappare dovremo spendere dei punti esperienza che abbiamo accumulato nella nostra avventura.

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Il mondo di gioco di Kingdoms of Amalur: Re-Reckoning non è troppo grande né troppo piccolo: se dalla mappa vi sembrerà davvero enorme, in realtà capirete subito che viaggiare da un punto all’altro, più che altro nella stessa località o “regione”, non richiede molto tempo, anche solo pochi minuti a volte, sempre se eviteremo di affrontare i nemici nascosti nelle foreste o nei deserti più aridi che ci siano. Se invece non avete voglia di camminare non avete nulla di cui preoccuparvi, poiché ci sarà il viaggio rapido che no, non sarà troppo lungo a tal punto da diventare insopportabile. Abbiamo trovato leggermente eccessivi i caricamenti all’entrata o uscita di un negozio, ma questo potrebbe essere legato al fatto che abbiamo giocato al titolo su una PS4 con un normale hard disk meccanico: chi avrà a disposizione un PC, dunque, non dovrebbe soffrire troppo di questo problema.

Dialoghi e novità

In Kingdoms of Amalur: Re-Reckoning dovremo comunicare molto con le persone, che siano alleati, dei semplici guerrieri che necessitano di qualcosa o dei negozianti. Il gioco ci dà a disposizione un sistema di dialogo piuttosto interessante che possiamo suddividere in due categorie immaginarie: quello generico e quello dello storytelling. Col primo quando parliamo a qualcuno, dopo aver concluso il discorso da lui (o noi) avviato avremo una serie di domande che potremo porgli su diversi argomenti, a volte solo informative oppure importanti per comprendere maggiori dettagli su una determinata situazione o trama. A volte è possibile notare che parlando con qualcuno la prima opzione sarà evidenziata in azzurro con un punto di domanda al suo fianco. Con quello potrete capire che la risposta data dal vostro interlocutore servirà a qualcosa, oppure no, dipende dalle scelte che farete.

E proprio le scelte sono essenziali nel secondo sistema di dialogo che abbiamo citato, ovvero quello dello storytelling. Se parliamo con un personaggio importante per la storia, quando ci viene posta una domanda o una semplice affermazione toccherà a noi scegliere cosa rispondere, e soprattutto in che modo. Nonostante non siano evidenziate, è possibile capire che le scelte posizionate in un determinato punto del “cerchio delle scelte” cambiano l’atteggiamento del protagonista: se uno è da persona più gentile e curiosa, l’altro è più aggressivo e tendente alla “lotta”, senza dimenticare quello più neutrale. A volte alcune scelte avranno una percentuale di probabilità di successo, e come è ovvio che sia è sempre meglio, magari per quelle più impuntate verso la corruzione se così vogliamo dire, averla alta che bassa, per evitare di fallire completamente.

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Kingdoms of Amalur: Re-Reckoning sarà anche una remastered, ma apporta qualche cambiamento e aggiunta non presente nel gioco originale. Tra queste troviamo l’arrivo di un nuovo livello di difficoltà, “Ultra difficile”, e la rimozione di un blocco dei livelli: in Kingdoms of Amalur: Reckoning il livello di una zona veniva determinato al primo accesso da parte del giocatore, con il dato archiviato nel file di salvataggio. Ora questo è diverso, siccome il livello viene ricalcolato ogni volta. 

Non dimentichiamoci di modifiche al sistema di calcolo del Livello delle zone, così come alla generazione del loot. In Re-Reckoning le regole di creazione del bottino sono state alterate per fare in modo che vengano forniti più spesso oggetti meglio adatti al set di abilità del nostro personaggio, per evitare di ottenere qualcosa di non necessario oppure fuori luogo per il destino che abbiamo scelto di percorrere. Il loot molto spesso viene generato casualmente, ma Kaiko ha persino introdotto un contatore non visibile che aumenta le chance di ottenere qualcosa di prezioso ed interessante dopo diverso tempo che non si troverà nulla di buono.

Lato tecnico

È giunto il momento di parlare del lato tecnico di Kingdoms of Amalur: Re-Reckoning, forse quello più importante da considerare visto che questo gioco è una remastered di un titolo rilasciato per la scorsa generazione di console. Non stupisce. Nonostante siano passati 8 anni e la tecnologia si sia evoluta in una maniera abissale, la grafica di Kingdoms of Amalur: Re-Reckoning non ci farà certo pensare che siamo davanti ad un capolavoro in termini di qualità tecnica, tuttavia non è nemmeno così mediocre. Certo, in alcuni punti qualcosa è di bassa qualità, ma se dobbiamo vedere il tutto in maniera generale non ci facciamo problemi a dire che sia nella norma. Le texture sono ben realizzate, ma non troppo dettagliate allo stesso tempo.

Abbiamo anche qualcos’altro da considerare. Il framerate, almeno nella versione PS4, è stabile, ma non mancano dei frame drop, anche di pochissimi frame, che purtroppo non sembrano essere così rari. L’esperienza è assolutamente godibile senza troppi problemi, ma a volte questi cali potrebbero dare qualche fastidio, specialmente in mezzo ad un combattimento dove a volte possiamo tirare fuori armi magiche che sono ricche di effetti che possono avere un impatto sulla stabilità generale. A volte il gioco è crashato durante i combattimenti: non sappiamo il motivo, che ci auguriamo venga sistemato con una patch al lancio, ma nelle sfide più importanti potrebbe destare qualche problema.

Non è nemmeno così difficile, ma nemmeno troppo facile, incappare in bug come modelli mancanti o fluttuanti, che poi misteriosamente tornano con i piedi per terra da soli, o persino dei sottotitoli assenti. Qualche volta il nostro personaggio non si vedeva correttamente durante i dialoghi, dove è normale che la telecamera si sposti, ma si tratta di qualcosa che a noi è capitato davvero di rado visto che continuando a giocare tutto sembrava filare liscio.

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Kingdoms of Amalur: Re-Reckoning uscirà su PC, PS4 e Xbox One l’8 settembre 2020. La versione per la recensione è stata giocata su PlayStation 4 Pro ed una chiave è stata gentilmente fornita da THQ Nordic e Kaiko.

Kingdoms of Amalur: Re-Reckoning recensione
7.5/10

Sommario

Proprio come il gioco originale, Kingdoms of Amalur: Re-Reckoning è un RPG che nonostante abbia qualche elemento piuttosto distintivo riesce difficilmente a sorprendere e rivoluzionare questo genere in cui è difficile farsi notare, soprattutto quando si è circondati da titoli sviluppati da studi tripla A. Nonostante ciò, si tratta di un’esperienza consigliata dove è possibile spendere decine di ore solo per la campagna, e molto più tempo nel caso in cui si volesse completare davvero tutto. Non troppo complesso, ma allo stesso tempo non così semplice, Kingdoms of Amalur: Re-Reckoning vi porterà in mezzo ad un’avventura fantasy che, dopo otto anni, ha scelto di tornare sul mercato per essere provata sia da chi non ha mai giocato all’originale e sia da chi al tempo lo giocò.